La
strana sorte di Mithra
il
Dio sosia di Gesù Cristo
Un culto arrivato dall'Oriente e che si diffuse nella Roma Imperiale. Con riti che saranno poi assorbiti dal cristianesimo: dal battesimo alla comunione alla stretta di mano. A venerarlo furono intere legioni di soldati, ai quali prometteva la vita la vita eterna. Ma alla fine i fedeli vennero perseguitati e le loro cripte sepolte sotto le chiese cristiane.
Fosse
un esame sarebbe una trappola: Quale è il Dio che nato in una grotta
d'Oriente, muore a 33 anni, ascende al cielo per risorgere a vita
eterna, creando un culto che si diffonderà nella Roma Imperiale?
Uno
che fa? Spara sicuro: “Gesù Cristo!”.
E
sbaglia!
Si
tratta invece di MITHRA.
Mithra
era già nato da 14 secoli. In una grotta. Nella notte tra il 24 e il
25 dicembre.
IL CRISTIANESIMO DEVE GRAN PARTE DEL SUO “SUCCESSO” AL FATTO CHE LA NUOVA RELIGIONE, PIU' CHE RAPPRESENTARE UN'ALTERNATIVA AL PGANESIMO, DI FATTO SI COMPENETRA CON ESSO, ADATTANDOSI ALLE CREDENZE GIA' CONOSCIUTE.
PER
FARE QUESTO IL CRISTIANESIMO DOVRA' RINUNCIARE ALLA SUA ESSENZA
PRINCIPALE, OVVERO IL MESSAGGIO RIVOLUZIONARLO E “ANTI-RELIGIOSO”
DI GESU', PER FARE DI LUI UN IDOLO PAGANO, UNA VITTIMA SACRIFICALE,
UN ESSERE SEMIDIVINO.

Da notare che a tutt'oggi molti “PRESEPI” sono ambientati in una grotta mentre altri 3 evangelisti tacciono su questo dettaglio del “luogo”.
Solo
LUCA parla di una “mangiatoia” senza però specificare se è il
bambino ad essere portato in una stalla o piuttosto non è la
mangiatoia ad essere portata in casa, come sarebbe più logico!
Quanto all'ASINO e al BUE: NESSUNA TRACCIA IN ALCUN VANGELO, a
mostrare che la fantasia popolare supera le stesse leggende!.
Perché
molti dei pagani nascono proprio nella notte tra il 24 e il 25
dicembre? Perché è proprio in quella data la DURATURA DEL GIORNO
riprende a CRESCERE rispetto alla durata della notte.
Inutile
dire come ciò abbia ovviamente stimolato l'immaginazione dei popoli
antichi, data l'istintiva sacralità della LUCE.
Quindi
il NATALE appartiene prima a Mithra che al Cristianesimo. Solo
dopo il 3° secolo i Cristiani si approprieranno di questa
festività.
Anche
l'idea che l'uomo-dio debba nascere da una VERGINE è stata “copiata”
dal Mitraismo, che fa nascere Mthra dalla vergine Anahita
miracolosamente fecondata dal dio Ariman.
Il
vangelo di Marco, essendo più antico, quindi più vicino ai fatti,
non menziona minimamente di una eventuale nascita di Gesù. Anzi, in
questo Vangelo Gesù mette alla porta la propria famiglia (madre e
fratelli) ritenendola miscredente (Marco 3/31-35), specificando che
la “vera famiglia” è quella spirituale e non quella fisica.
Nei
Vangeli di Matteo e Luca, peraltro già posteriori alla prima
generazione di Cristiani, il racconto della nascita verginale viene
riportato in una “aggiunta iniziale”, magari con lo scopo di far
COINCIDERE anche questo aspetto la nuova religione cristiana con il
Mitraismo.
Si
nota infatti che, da un punto di vista letterario, il “vero inizio”
del vangelo di Matteo pare essere il capitolo 2, mentre il vangelo di
Luca il capitolo 3. Non a caso, quando Luca nel capitolo 3 nomina
Giuseppe, lo fa come parlando di un perfetto sconosciuto, senza alcun
riferimento del capitolo 1 dello stesso Vangelo. (Va ricordato che la
divisione in capitoli non appartiene ai testi originali ma a un
espediente didattico introdotto nel 1226).
SOL
INVICTUS era dunque un appellativo di Mithra e spesso quando non ha il
berretto frigio in testa – allora i suoi boccoli sono contornati
dall'aureola di raggi che, poi negli ultimi 2000 anni è passata di
testa in testa a far più sacri Santi, Cristi e Madonne.
Come
venne riportato a Roma il mito di Mithra? Le date indicano Pozzuoli:
sarebbe arrivato con quei pirati cilici, terrore dei mari, che
Pompeo aveva sconfitto nel 67 avanti Cristo e deportato in massa a
Roma a far da braccia sulle navi.
Era
Pozzuoli, allora, il porto più importante; Ostia nacque circa un
secolo dopo. Ma è alla foce del Tevere, che Mithra trionfò.
Seduceva, convertiva e – dopo un discorso iniziatico in sette tappe
– battezzava ciurme e mercanti di ogni dove, promettendo salvezza
eterna.
Fosse
girata appena appena in altro modo la Storia, saremmo tutti qui a
celebrare i suoi Anni Santi. Sarebbe bastato un imperatore invece di
un altro: tipo Giuliano l'Apostata che muore di vecchiaia e ce la fa
a ripristinare i dei pagani; o Massenzio che batte Costantino..
Vinse
Cristo, invece sul filo di lana. Sconfitto per sempre il suo sosia:
questo strano, stranissimo Mithra... E chissà se quell'età
giovanile per morire e poi risorgere - a 33 anni – ce l'aveva già
prima che Alessandro il Macedone non toccasse la stessa sorte, giù a
Babilonia, per poi volare in cielo anche Lui, grazie a dei griffoni
compiacenti, come le leggende raccontavano dei Mille.
Quanto,
invece, di Alessandro ma sopra tutto di Mithra fini nella costruzione
simbolica del Cristo e nelle sue liturgie? L'identikit di questo dio
prima indo-persiano, poi frigio-anatolico, è davvero stupefacente,
troppe somiglianze
per escludere che, in effetti, il Cristianesimo non sia andato
modellando appunto sulla base del pre-esistente Mitraismo.
Anche
la storia di Krishna
suggerisce
influenze sulle religioni posteriori, compreso il cristianesimo. È
partorito da una vergine,
chi
la feconda compare sotto forma di luce, e perseguitato
da
un tiranno che ordina l'uccisione di migliaia
di bambini, è
la seconda persona
della trinità
indiana, e denominato il pastore, fa miracoli
e ascende
al cielo. Con la radice del suo nome è similare a quella di Cristo
(il nome completo di Gesù Cristo fu definito integralmente e
ufficialmente solo nel 325 d.C. Nel consiglio di Nicea) la vita di
Krishna è ricchissima di particolari che ritroviamo nella storia
narrata di Cristo.
Nel
parco archeologico di Ostia ci sono venti Mitrei (templi di Mithra)
alcuni davvero fascinosissimi, con mosaici e pitture.
A
San Clemente, a Roma, al terzo strato sottoterra, i preti irlandesi
hanno trovato, dietro un muro, un Mitreo con tanto di altare per il
dio che al solito, seppur con ripugnanza, deve scannare il toro in
modo che la Terra e le sue messi possano rinascere.
Ai
lati, due banconi in muratura; l'altare davanti all'abside, è una
volta tondeggiante a far da cielo e dominare il tutto. È un modulo
sempre simile, quello del Mitreo: pitture o mosaici a farli belli;
cento fedeli, al massimo
Era
in queste chiese sotterranee che si svolgevano i riti che scandivano
la fede e che, solo elencarli, sembra di descrivere l'odierno
cattolicesimo: il battesimo; il pasto sacro in comunione (pane, acqua
e vino) a ricordo dell'ultima cena di Mithra prima di salire al cielo
con il carro del sole; la stretta di mano tra i fedeli, fratelli in
Mithra.
C'era
una gerarchia tra gli iniziati: sette i patres che gestivano un
Mitreo; uno solo però, era il Padre dei Padri che abbreviato, in
alcune lapidi, appare – a sorpresa – come Pa.Pa, papa prima dei
papi, quando i cristiani non avevano ancora papi ma solo vescovi,
sebbene quello di Roma, vari secoli dopo Cristo, rivendicò un
presunto primato solo dal prestigio della sede imperiale.
Se
poi ci si appassiona, di Mitrei Roma, nel suo ventre, ne nasconde
assai.
Carlo
Pavia, in un suo bel libro - “Oro, incenso e Mitra”, Gangemi
editore – ne ha fatto un censimento innamorato: Santa Prisca; il
Mitreo sotto Palazzo Bernini; quello di Circo Massimo; alle terme di
Caracalla; nella Necropoli Vaticana... Oppure sulla Cassia, a Sutri.
Li tra muschi e felci, nel tufo sotto la Chiesa della Madonna di
Parto, ce ne uno dei più belli. O a Marino sui Castelli di Roma, con
pitture forti che ancora squillano. O lungo la Flaminia. O in giro
per l'Europa era un culto diffusissimo tra i militari. Rubò cuore e
anima a legionari e generali con quella sua promessa di vita eterna
per chi moriva in battaglia dalla parte giusta.
Così
agli Imperatori – sia a quelli seri come Diocleziano o Settimo
Severo, che li sciroccati Nerone, Commodo, Caligola, Eliogabalo -
questa
religione d'ordine che per di più spronava i soldati, piaceva molto.
Ovunque
siano arrivate le legioni di Roma, arrivò anche Mithra. In
Inghilterra e in Germania, terre da tenere in pugno con le daghe, di
Mitrei ne sono saltati fuori a centinaia. (Non si è capito bene
ancora, però, dove, nei Mitrei avvenisse il taurobolio: sgozzato il
toro - raccontano le fonti cristiane – ci si faceva cospargere del
suo sangue gocciolante, come rito di rinascita. Immaginarsi bestioni
come i tori, in Mitrei così piccoli, non era però facile. Così, un
po di mistero rimane).
A
Roma arrivò da lontano, Mithra. Lontano nel tempo e nello spazio.
Dalla Persia, dicono alcune incisioni ritrovate. E lo mettono fra gli
dèi di stato della Mesopotamia intorno al 1400 prima di Cristo. Li –
dove si fonde anche con i culti indiani – è dio della luce,
protettore dei patti, testimone di giuramenti, della fedeltà, della
verità.
Lo
troviamo nei Veda e nell'Avesta iranico, ma anche – nel VII, VI
secolo avanti Cristo – con Zarathustra e il suo monoteismo. Poi –
sangue misto mediterraneo, persino nelle vene degli dei – sembra un
po' Apollo, con il Sole sempre a fianco e il corvo lì vicino,
animale sacro per entrambi”.
Ed ecco a Roma già quasi Cristo, ma prima di Cristo.
C'è
stato un periodo in cui i due si rubavano i fedeli l'un l'altro.
Mithra però, era un dio per soli uomini. Cristo, invece, chiamava
anche le donne. Con i preti dei due a dire di continuo: “Attenti
alle confusioni..”.
Ruggero
Lorio, che è padre diocesano e insegna storia antica della Chiesa e
Archeologia Cristiana, il problema se l'è posto anni fa: quando
portava gli studenti a visitar Mitrei, facevano spesso strane
confusioni. Un po' perché i Mitrei sembravano fare parte della
Chiese che li sovrastano; un po' perché più spiegava e più, con
tutte queste coincidenze, le confusioni aumentavano invece di
sparire.
Nella
battaglia di Ponte Milvio, il 28 ottobre del 312, Costantino, non
ancora battezzato, si presentò contro Massenzio con le sue truppe e
doppie insegne: Croci di Cristo e simboli di Mithra, caro ai suoi
soldati e un po' anche a lui.
Vinsero
insieme quei due nuovi dèi.
Solo
Cristo però, poi, trionfò
la
sua religione divenne quella di stato. I Mitrei vennero murati vivi
sotto le prime Chiese.
Gli
dèi del Passato furono maledetti. I loro fedeli perseguitati,
talvolta massacrati.
O
convertiti. O meglio, RICONVERTITI alla stessa religione, con 2
differenze: il “nuovo” eroe non si chiamava più Mithra ma Gesù
Cristo e sopra tutto, la nuova religione pretendeva di essere
UNIVERSALE (“cattolica” significa appunto “universale”)
e si proporrà di DOMINARE su tutto il mondo, dietro il pretesto di
“evangelizzare i popoli”.
IL
“PLAGIO” DELLA RELIGIONE MITRAICA DA PARTE DEI CRISTIANI E' UNA
PROVA EVIDENTE CHE IL CRISTIANESIMO SI E' ANDANDO FORMANDO SULLA BASE
DI RELIGIONI PRE-ESISTENTI E NON SULL'INSEGNAMENTO ORIGINALE DI
GESU'.
IL
CRISTIANESIMO DEVE IL SUO SUCCESSO ALLA SUA CAPACITA' DI “FACOGITARE”
LE CREDENZE POPOLARI GIA' PRESENTI E ALLA SUA ABILITA' NEL
“SOSTITUIRSI” ALLA RELIGIONE PAGANA, ADATTANDO SE' STESSO AI
“GUSTI” DELLE MASSE E ADIRITTURA MODIFICANDO LE PROPRIE DOTTRINE
SE NECESSARIO, PER RENDERLE PIU' “GRADITE” AI DEVOTI DA
SOTTOMETTERE.
UNA
SOLA COSA LA CHIESA CRISTIANA NON HA MAI MODIFICATO, SE NON PER
RAFFORZARLA SEMPRE DI PIU': LA PROPRIA TOTALITARIA AUTORITA' SULLE
COSCIENZE, SUI POPOLI E SULLE NAZIONI.
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