INDUISMO
Abbiamo
iniziato a parlade della CULTURA DELL'INDIA introducendo il Giainismo
come discorso filosofico prima ancora che religioso in quanto è
una fede a se stante, basata sugli insegnamenti dell'Asceta Mahavira
ma non dimentichiamoci che il credo più diffuso in tutta
l'India ed anche fuori è l'INDUISMO.
Dare
una definizione unitaria dell'induismo è difficile, poiché esso –
più che una singola religione in senso
stretto – si può considerare una serie di correnti religiose,
devozionali e/o metafisiche e/o teologico-speculative, modi di
comportarsi, abitudini quotidiane spesso eterogenee, aventi si un
comune nucleo di valori e credenze religiose, ma differenti tra loro
a seconda del modo in cui interpretano la tradizione e la sua
letteratura religiosa, e a seconda di quale aspetto diviene oggetto
di focalizzazione per le singole correnti.
Un
po' come il Cristianesimo diramato in ortodossia, protestantesimo,
ed altre diramazioni che si sono andate
comformandosi nel corso degli anni, come la chiesa anglicana o
cristiana-metodista come il Gospel tra le popolazioni afro-americane
degl'anni trenta, ecc.
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Etimologia
Il
termine italiano “Induismo”, deriva dal termine anglosassone
Hinduism diffuso dagli inglesi in epoca moderna, coniato
aggiungendo il suffisso ism al sostantivo hindu,
quest'ultimo termine a sua volta utilizzato, a partire dal XIII
secolo, dai turchi di fede mussulmana per indicare coloro che non si
convertivano alla loro religione nonché, con il termine arabo
al-Hind, occorre nei testi arabi ad indicare l'intero popolo
dell'India.
Il
termine hindu, fu in origine prettamente geografico in quanto
si fa derivare dall'antica parola iranica utilizzata, fin dall'epoca
Achemeride, per indicare il fiume Indo
e la regione dei suoi sette affluenti e i suoi abitanti, fiume e
regione a loro volta denominati in sanscrito
vedico dagli indoari come Sapta
Sindhu e Sindhu.
La
regione a est del fiume indo diventa cosi l'Hindustan (il
termine stan nelle varie lingue indoeuropee, come l'antico
persiano, indica il “luogo dove si sta”, un “territorio”), e
i suoi abitanti vengono chiamati “hindu” dai Persiani e,
più tardi da Greci e Romani.
Con
la colonizzazione britannica, il termine inglese
Hinduism fu dunque impiegato per indicare un insieme variabile
di fatti culturali e religiosi presenti nel Subcontinente indiano, e
quindi tradotto nelle principali lingue europee.
Sucessivamente
gli stessi indiani finirono per utilizzare il termine, di conio
anglosassone, hinduism per indicare la propria identità
nazionale in contrapposizione a quella dei colonizzatori. Anche se il
termne hindu compare già nel XVI secolo in testi religiosi
vaisnava in
cotrapposizione al termine yavana (mussulmano).
I
fedeli hindu non indicano, tuttavia, la loro fede religiosa
come “Hinduism” (induismo), termine che non compare in alcun
vocabolario indiano tradizionale antico o moderno quanto piuttosto
come Sanatanadharma (Ordine, Norma, Religione eterna) in
quanto i suoi fondamenti non sono frutto dell'esperienza umana ma
della rivelazione divina, fin dallo stesso Veda manifestatosi
all'alba dei tempi ai veggenti detti Rsi.
O
ancora lo indicano come Varnasramadharma ovvero come il Dharma
che regge come essere secondo la sua collocazione (varna)
assegnandoli
un impegno suo proprio (asrama)
di ordine sociale, religioso e morale.
L'induismo
viene tradizionalmente indicato anche come Aryadharma, la
Religione degli arya, e
Vaidikadharma, la Religione dei Veda.
Ciononostante
Stefano Piano ritiene che con il termine
“Induismo” si possa indicare :
<<Con
tale parola si designa non tanto una religione quanto un'intera
cultura, una visione del mondo e della vita, un modo di essere e di
comportarsi, una serie di abitudini quotidiane che si tramandano
da millenni, con scrupolosa tenacia, in seno ad una civiltà
estremamente fedele al proprio passato e nella quale predomina una
concezione “Religiosa” dell'uomo e dell'universo>>Premessa: i commenti visualizzati con questo colore sono miei personali e non tratti da altri testi ricercati nel Web

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